C’è qualcuno là fuori? - Sul destino del Fantasy e della Fantascienza

Care lettrici e cari lettori,
è fine anno ed è tempo di bilanci, come è nostra consuetudine.
Il 2014 ha segnato una diminuzione del mercato editoriale, si parla di un meno 4% di vendite in libreria
e di un incremento delle vendite degli ebook che però non copre il calo del cartaceo.
Molte librerie sono in sofferenza e la crisi non dà segnali di allentare la presa sui consumi.
Cosa succederà quindi il prossimo anno?
Il nostro gruppo editoriale, che vede i marchi Fanucci, Leggereditore, TimeCrime e la nuova collana tascabile One, ha raggiunto invece una quota di mercato importante e registrato una crescita nel digitale rilevante e continua. Chiuderemo quindi in aumento (+7%) ma restano le preoccupazioni per gli anni a venire.
Infatti, anche se abbiamo incrementato il dialogo con voi attraverso i social, condiviso critiche e suggerimenti, il calo delle vendite di libri di fantasy e fantascienza è un fatto evidente e incontrovertibile. Pensate che il capolavoro che ha vinto tutto quello che c'era da vincere come premi alla fantascienza, opzionato per essere una serie Tv e primo di una trilogia,
stiamo parlando di Ancillary Justice - la vendetta di Breq (copertina e titolo originali e mantenuti nell'edizione italiana) di Ann Leckie, ha venduto in più di un mese dall'uscita meno del 30% del distribuito.
Un dato che rivela come la science fiction non possa contare che su qualche centinaio di lettori e che questi non siano sufficienti a mantenere vivo un genere letterario.
La stessa fantasy, o l'urban fantasy, hanno un po' di lettori in più ma anche qui non si superano che le poche migliaia. Ricordiamo poi che è questo l'unico motivo per cui le serie vengono interrotte: non ci stancheremo mai di dire che noi editori non abbiamo nessun vantaggio a interrompere una serie, anzi, ma lo facciamo perché le vendite non coprono i costi d'investimento sulla serie.
Purtroppo bisogna prendere atto che la  science fiction e la fantasy si vendono bene solo quando sono legati 
a un evento come un film o una serie TV; pensiamo al nostro Maze Runner ma anche alla serie di George Martin o Terry Goodkind. Fuori da questi c'è il deserto assoluto.
A dimostrazione di quanto scriviamo basti vedere in libreria quante poche siano ormai le novità dei generi citati.
La Nord non fa quasi più nulla, Mondadori anche se non i grandi nomi affermati, Armenia è purtroppo fallita e i piccoli editori come Gargoyle danno il massimo ma anche loro si scontrano con quella che è la situazione..
Cosa sta succedendo quindi ai nostri amati generi come la science fiction e il fantasy?
Dove sono finiti i lettori di una volta?
La realtà ha così superato la fantasia tanto da annientarla?
Oppure la  science fiction e la fantasy hanno trovato in altre fruizioni, vedi la TV o il cinema o i video giochi,
i loro luoghi ideali e il romanzo è ormai superato?
Noi, come avrete notato, cerchiamo di seguire il più possibile i vostri interventi, anche quando sono critiche (non rispondiamo solo ai maleducati e crediamo che questo sia giusto e condivisibile...),
cerchiamo di soddisfare il più possibile le aspettative di ognuno di voi in quelli che sono i nostri equilibri aziendali, ma di certo oggi ci scontriamo con dei numeri che non promettono nulla di buono...
Chiediamo quindi a voi un punto di vista e lanciamo un grido di allarme.
Per non far appassire i nostri amati generi come la science fiction e la fantasy
(e rimanere quindi con sempre meno novità da leggere e serie interrotte), cosa fareste?
A voi la parola ma prima di tutto auguri di buone feste e buona lettura
Il Fanucci team.
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Commenti (17)

Roberto - Dec 22, 2014

Quello che ponete è un problema molto grave. Il fatto che finora nessuno vi abbia risposto in questa pagina – nonostante l’editoriale sia già stato commentato nei gruppi di appassionati – dimostra anche il settorialismo spinto di cui soffre la fantascienza italiana. C’è un gruppo molto piccolo (che non credo arrivi a 1000 persone) che in Italia è disposto a leggere tutta la NUOVA fantascienza, e di solito quel gruppo non aspetta le – rare – edizioni italiane e legge direttamente gli originali appena escono sul mercato anglosassone. Tutto il resto rilegge i vecchi classici e si limita ad acquistare, non sempre, i nuovi Urania, che costano poco. Sento un po’ tutti lamentarsi anche di libri che costano 10 euro. Urania ha imposto uno standard economico molto basso che ha convinto i lettori del fatto che la fantascienza debba, generalmente, costare molto. E poi, ripeto, la maggior parte rilegge. Sono la maggioranza degli appassionati degli anni ’60, ’70 e ’80, che non si sono tenuti aggiornati e restano convinti, come tutte le generazioni più mature, che le cose migliori uscivano quando erano giovani, e che ora dobbiamo solo aspettare il diluvio.

Maxime51 Maffioli - Dec 23, 2014

Ho letto per 40 anni fantascienza, è sempre stato il genere di libro preferito, purtroppo negli ultimi 6/7 anni ho avuto parecchie delusioni, molti libri acquistati e mai finiti, forse ho cambiato gusti con l’età, è certo che quando leggo i libri di qualche anno fa riesco ancora ad appassionarmi, penso quindi che siano i nuovi scrittori che non mi appassionano, ma indubbiamente la crisi generale non aiuta l’editoria.

Terry - Dec 23, 2014

Cara Fanucci,
mi permetto di dire quello che penso, sperando di fare cosa gradita.
Sui gruppi Fb dedicati a questi generi parliamo spesso della crisi attraversata dall’editoria, quasi ci spelliamo le dita a digitare riaposte che, a volte, si fanno accesi dibattiti.
Personalmente penso che alla base della flessione delle vendite ci siano un sacco di motivi: la crisi economica generale – che assottiglia i portafogli di tutti , i mutamenti del mercato, la nascita di nuovi fenomeni di concorrenza (come gli autopubblicati), una quantità di titoli immessa sul mercato superiore alla quantità di potenziali lettori, una politica pubblicitaria non sempre efficace, i prezzi degli ebook decisamente altini in diversi casi, e il mutamento dei tempi. I giovani, in particolare, leggono poco, non solo per una mancata educazione alla lettura, ma anche perché subiscono talmente tanti stimoli da tv, socials, videogames eccetera che il tempo per la lettura si riduce drasticamente.
Si è ridotta con una certa drasticitá anche la qualità dei titoli offerti dalle case editrici, troppo preoccupate a inseguire le mode (che propongono opere “usa e getta” acquistate sì in massa, ma da lettori cosiddetti “deboli”) piuttosto che preoccuparsi di “coccolare” i gusti dei loro lettori forti.
Ci sarebbe molto da dire su ognuno di questi punti, ma mi limito a lanciare una pietra (spero di non “colpire” nessuno :) ).
Forse, e ribadisco il forse, perché sono ignorante in materia, per resistere alla crisi si dovrebbero ridimensionare i volumi di opere da pubblicare: pubblicare meno libri, ma scelti con più cura. Magari stamparne un quantitativo minore e il resto proporlo con il Print on Demand, cosí da ridurre i costi e gli sprechi. E poi puntare sull’ebook, aggiustando i prezzi. Perché no tutti sono ancora pronti a pagare un ebook come fosse un cartaceo. Io, per esempio, non ci riesco proprio a spendere 7 euro per un ebook quando per 10, o anche 12, posso avere il cartaceo.
E un’ultima cosa, una preghierina personale, dacché vi sono molto affezionata da quando avevo 15 anni e lessi per la prima volta Goodkind grazie a voi: so che siete in difficoltà, ma attenti alle rilegature del Libro d’Oro. Ho diversi volumi con interi mazzetti di pagine svolazzanti che si sono scollate semplicemente aprendo il libro. E io li tratto come tesori. :-)

Spero di essermi resa utile, so di aver alzato un sacco di questioni, ma avete chiesto e io ho cercato di essere sincera.

Un cordiale saluto e un sincero augurio di tantissime cose buone,
Mariateresa Botta. :-)

matteo - Dec 23, 2014

Interessante la discussione da voi introdotta. Il problema del calo di acquisto dei libri è sicuramente diffuso e va oltre le criticità per i generi a me e Voi cari. In Italia si legge poco e si legge male…Viene letto cosa va di moda, il libro di cui parlano tutti, il libro che fa chic dire “si l’ho letto anche io”, il fatto che poi sia un’opera modesta (per usare un eufismo) è un elemento trascurabile. E’ chiaro che in un contesto così generi ritenuti un po’ di nicchia o perlomeno per “patiti amanti del genere” hanno accusato maggiormente il calo. Io leggo fantascienza, fantasy e Horror da 30 anni (ho 44 anni) e ancora oggi se cito un libro di fantascienza con qualcuno con gusti diversi dai miei vengo guardato come un marziano (per restare in tema), se parlo di Stephen King per esempio vedo che per tanti è solo uno scrittore Horror… Analizzando i generi singolarmente penso che per la fantascienza un problema è l’assenza di grandi opere, grandi autori, in grado di reggere il confronto con i classici di sempre (Asimov, Dick, Clarke, Bradbury, Simak, Heinlein per citare i primi che mi vengono in mente). Mi pare manchi un ricambio generazionale, o forse tante case editrici (non voi) non hanno voglia di investire in nuovi autori. Contavo molto su Dan Simmons che adoro, e che non è certo un giovincello, ma si è messo a scrivere in tutti i generi e ha lasciato mi pare la fantascienza. Credo che la mia opinione sia diffusa perché vedo sempre molto entusiasmo quando vengono ristampate opere di autori classici che da molti anni erano sparite dalle librerie. Andando sul fantasy, credo che il genere sia un po’ chiuso su se stesso. Mi piace e mi diverte leggerlo, ma l’impressione di già letto e già sentito incombe spesso. Da un po’ di anni va molto più di moda della fantascienza (per tornare al concetto detto prima) ma spesso difetta in originalità. E poi a volte bisogna leggere 50 libri per arrivare alla fine di una storia!!!! Concludo con il genere horror; difficile da scrivere, non è per tutti, ma il fascino e il piacere che da una bel libro “di paura” è sempre forte. Super inflazionati i vampiri, ma se si conosce gli autori e un po’ il genere qualcosa si trova….e se va male con qualche racconto di Lovecraft, King o Matheson si passa sempre una bella serata….Ciao e buone feste cari Fanucci

leo - Dec 23, 2014

che dire?non posso che accodarmi al vostro lamento, sono un lettore atpico italiano verrebbe da dire viste le statistiche sui libri, leggo più di 12 libri all’anno (facciamo 24 per meglio dire) sono dovuto passare all’ebook per l’impossibilità fisica di trovare posto ad altri ma ci sono sempre le eccezioni come la serie di j. scalzi che non si trova su ebook.
malgrado tutto ciò non riesco a trasmettere la mia passione alle figlie , la grande 14enne malgrado che viva circondata da libri preferisce leggere fanstory (di chi se non degli 1direction..sigh!!) sul web , ultimamente ho avuto un sussulto visto che sta leggendo un libro cartaceo, viene da un film (tutta colpa delle stelle) e lo tratta come un successo musicale ma almeno qualcosa si muove; di sf neanche a parlarne malgrado gli raccontassi come favola della buonanotte le avventure di jan solo o di sassinak ma continuo a sperare e mostrargli la saga di chanur
ps
la seconda figlia è ancora piccola ma sto provando strade alternative visto l’insuccesso della prima .
auguroni di buon Natale e felici feste e che l’anno nuovo vi porti successi editoriali a pioggia!
Leo

Cristiano Guiducci - Dec 23, 2014

La risposta credo che stia in una semplice parola: ebook..! E’ chiaro che sostenere costi di pubblicazione e distribuzione su un genere di nicchia possa diventare improponibile, mentre con l’editoria elettronica, azzerando questi costi, si possono tenere i prezzi più bassi facendo comunque guadagnare tutti. Come sta succedendo con le riviste, ed anche in parte con i CD e i videogiochi, il supporto fisico è destinato a scomparire, e così pure l’intermediario che lo vende in favore della distribuzione digitale; potrà anche non piacere ma il futuro è quello e prima ci si abitua meglio è…

alessandra - Dec 23, 2014

Salve,ho appena letto questo vostro articolo e devo dire che non vi posso che ringraziare per la vostra opera di di promozione del genere fantasy. Sono una divoratrice di libri ma non ho lo spazio materiali per i libri cartacei e i prezzi degli ebook pubblicati da voi con le vostre offerte sono veramente invitanti.
In questo momento sto leggendo il terzo volume della spada della verità e sono incollata ai capitoli ed completamente rapita nella lettura, mi sono avvicinata a questa serie guardando la serie televisiva trasmessa dalla rai, ed ho scoperto che la trama si discosta parecchio dai libri. Le serie televisive o i film mi hanno spesso spinto a leggere i libri per anticipare la trama della storia.
Infatti dopo aver aver visto il primo film sul signore degli anelli, ho divorato la trilogia e potendo, in seguito, confrontare il film con la trama dei libri, devo dire che la lettura offre ben più ampie possibilità di descrizione, Bisogna essere dei appassionati lettori per seguire le saghe fantasy, certo che dire, è più facile e comodo vedere film o le serie televisive, ma la lettura è cosi appagante, completa, avvincente, coinvolgente, ti fa volare e ti apre nuovi mondi e ti permettere di evadere dalla realtà, chi non legge non sa cosa perde, Il fantasy scritto in inglese ha la possibilità di essere pubblicato ha un mercato molto più vasto che in Italia, un paese dove si legge poco. Salve Alessandra

Giorgio - Dec 24, 2014

L’ultima domanda è difficile.
Da un lato c’è la crisi dei consumi, che porta la gente a risparmiare su tutto, anche sullo svago come può essere un buon libro di fantascienza, dall’altro c’è un’ignoranza di base sul genere nella cultura italiana, che porta il “lettore medio” dello Stivale a scartare a priori determinati tipi di pubblicazioni.
Qualcosa potrebbe essere fatto con la pubblicità, solo che occorrerebbe investire con il rischio di non recuperare la spesa. Dico questo proprio agganciandomi al richiamo sui libri che hanno le uscite televisive e cinematografiche: io stesso, prima di vederlo al cinema, non sapevo cosa fosse Hunger Games. La versione cinematografica mi è piaciuta (aspetto di vedere l’ultima parte in uscita l’anno a venire) e mi sono ripromesso di leggere i tre libri quanto prima per fare gli opportuni paragoni.
Poi, per il resto, ribadisco che è tutta questione di mentalità: molte persone che si reputano “acculturate” trattano fantascienza e fantasy come generi-spazzatura senza averne letto mai nulla, magari “ignorando” (volutamente o meno) che autori contemporanei a Manzoni, come Jules Verne ed Edgar Allan Poe, sono riconosciuti fra i più bravi scrittori in assoluto.

Nadia - Dec 26, 2014

Il problema è che qualcuno qui fuori c’è, ma non vi vede.
Vi parlo e scrivo da appassionata di entrambi i generi. Io i vostri libri non riesco a reperirli in una libreria x (ad esempio Feltrinelli). Nel senso che sicuramente i vostri titoli cartacei ci sono, ma sono adombrati. Mentre altri generi letterari ottengono un posto di rilievo, addirittura interi armadi di riferimento, spesso la fantascienza è relegata in un angolino (come succede ad esempio nella Feltrinelli di Bari). Ora, io sono una appassionata, consulto il sito, vado in quell’angolino e compro come se non ci fosse un domani… ma per raggiungere altri nuovi lettori ci vuole una strategia di vendita diversa. Pubblicità, estrema, martellante. Se penso a GoT e a come un intero panorama fantasy sia stato risvegliato dopo l’uscita del telefilm della HBO, non ho dubbi a riguardo. Ci vuole un netto rilancio pubblicitario che non resti nascosto in una nicchia. Quando il lettore, giovane o meno, entra in libreria deve poter VEDERE i libri di sci fi, non andarli a scovare nell’ombra. Così è anche per i libri Urania, che come al solito sono nascosti nell’angolino dei giornalai. Stesso identico problema. Siamo in un’epoca in cui la gente preferisce di gran lunga sognare che affrontare la realtà. E’ il momento migliore per la sci fi di emergere.

Io nel mio piccolo mi occupo di parlare di sci fi nel mio canale YouTube, ma anche quello ha difficile seguito, in quanto ci sono pochi lettori, complessivamente, e molta più gente sul canale social che preferisce seguire altro tipo di intrattenimento (make up, moda, comicità, gameplay, etc…). Tuttavia, l’impresa non è impossibile e le possibilità di incremento ci sono e sono racchiuse nel modo in cui le cose vengono mostrate all’occhio umano, ahimé, MEDIO.

Antonio Esposito - Apr 27, 2015

Buongiorno intanto e complimenti per l’articolo.

Mi faccio le stesse domande da mesi, da quando ho intrapreso l’autopubblicazione del mio primo romanzo Fantasy, ebbene credo che i lettori siano diventati più veloci. Mi spiego meglio: non hanno tempo e quel poco residuo lo amministrano male, alla ricerca di mondi alternativi che però siano facilmente e rapidamente fruibili, rovinando spesso in spazzatura! Leggere romanzi che abbiano un tessuto complesso e notevole spesa di tempo è per questa nuova generazione di lettori cosa ardua! SOLUZIONI? Affascinare! Contornare i romanzi con idee atte a rendere più fascinosi gli scritti! CONTEST! LOCANDINE! PILLOLE! Ancora ci ragiono… ma poi.. qualcuno di voi ha avuto tempo e pazienza per arrivare fino alla fine di questo commento? :)

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