Blog

Blogger per un giorno: LA RUOTA DEL TEMPO (a cura di Fabio Baruffini)

a cura di Fabio Baruffini

La Ruota che gira, il Tempo che scorre

Quando Robert Jordan, nel 1990 inizio a scrivere “L’Occhio del Mondo”, forse non immaginava che stava dando il via ad una storia senza egauli, una storia destinata ad entrare nella leggenda e nel mito della letteratura fantasy moderna. Si perché dopo “L’Occhio del Mondo” sono seguiti altri tredici libri che, tutti assieme, formano quella che è l’Epopea letteraria più bella di sempre: “La Ruota del Tempo”.

(Puoi trovare l'intera saga in ebook QUI )

Molti nuovi lettori potrebbero chiedere: “Di cosa parla La Ruota del Tempo? Perché dovrei iniziare a leggerla?”. Beh, forse questa è una delle domande più difficili a cui anche un lettore appassionato e di vecchia data potrebbe far fatica a rispondere.

La Ruota del Tempo potrebbe essere la storia di tre ragazzi di campagna che, minacciati improvvisamente da un grave pericolo vengono convinti a lasciare il proprio villaggio natale per trovare salvezza altrove e, con essa, anche il compimento del loro destino.

Oppure potrebbe essere la storia di un Male antico come il Tempo stesso (e anche di più) che, ancora una volta torna ad affacciarsi sul mondo, e della rinascita del campione del Bene che tenterà di fermarlo.

O ancora potrebbe essere la storia di donne e uomini che manipolano un Potere misterioso e sorprendente, in grado di compiere prodigi al limite della comprensione umana.


Beh, La Ruota del Tempo potrebbe essere tutto quanto scritto sopra (ed in effetti lo è) ma non basta, in quanto alla fine la Ruota del Tempo è davvero molto molto di più.


L’idea di base che Jordan ha partorito, è un concetto filosofico molto semplice ma geniale nella sua semplicità. Per l’autore, il Tempo è come una grande Ruota che gira lentamente e che tesse il grande Disegno delle Epoche usando come fili le vite degli esseri viventi. Se un osservatore si posizionasse su un punto qualsiasi di questa Ruota, girandosi da una parte vedrebbe il passato, voltandosi invece dall’altra vedrebbe il futuro. Ma facendo tutto il giro della Ruota ritornerebbe al punto iniziale. Ed è proprio questo il punto di forza dell’idea di Jordan: il Tempo è ciclico, le Epoche si susseguono e si ripetono, lasciando solo i ricordi (diventati spesso leggende o addirittura miti) quando ritorna l’Epoca che li ha generati in passato.


Per tessere questo Disegno, la Ruota utilizza l’Unico Potere che nasce dalla Vera Fonte. Esso ha due nature, una natura femminile (chiamata saidar) e una maschile (chiamata saidin), due nature uguali ed opposte che in continuo antagonismo e perfetta armonia fanno girare la Ruota del Tempo.

Alcuni uomini e donne nascono con la capacità di percepire questo potere, e sono in grado di incanalarlo ed utilizzarlo per compiere le imprese più strabilianti: curare ferite e malattie gravissime, Viaggiare per migliaia di chilometri con un solo passo, creare oggetti meravigliosi o effetti distruttivi devastanti.

E’ su questo sfondo appena accennato che Jordan ha ricamato il suo capolavoro. Tremila anni prima dell’inizio della storia vera e propria, il campione della Luce Lews Therin Telamon - conosciuto da tutti come il Drago -  viaggiò a Shayol Ghul con i Centi Compagni (un centinaio tra gli uomini più forti in grado di incanalare saidin) per imprigionare il Tenebroso e i suoi Reietti fuori dal Disegno, cercando di chiudere il Foro da cui il Tenebroso si liberò in passato, utilizzando allo scopo 7 sigilli di cuendillar, materiale indistruttibile che nemmeno l’Unico Potere può scalfire.

L’impresa ebbe successo, ma non senza ripercussioni. Come ultima controffensiva prima di venire sigillato infatti, il Tenebroso riuscì a toccare la metà maschile della Vera Fonte, contaminandola irreparabilmente. Da quel momento in avanti, gli incanalatori maschi iniziarono lentamente ad impazzire, sprofondando il mondo interno in un periodo terribile, noto come la Frattura del Mondo. Gli incanalatori impazziti compirono imprese davvero terrificanti, la terra venne completamente scossa, le montagne sprofondarono negli oceani e il fuoco pervase il mondo, ridisegnandolo completamente. Anche Lews Therin fu vittima di questa pazzia e, dopo aver perpretrato per propria mano la morta di tutti i suoi famigliari (tanto da passare alla storia come Kinslayer, Assassino del Proprio Sangue), si suicidò incanalando troppo Unico Potere, dando così origina alla sua tomba, l’immensa montagna chiamata Montedrago che eruppe dalla terra a causa del Potere da lui incanalato.


Sono passati tremila anni e il Tenebroso si sta risvegliando. Il mondo aspetta con ansia e paura la rinascita del Drago, l’unico che potrà nuovamente affrontarlo secondo le Profezie, un uomo in grado di incanalare l’Unico Potere, un uomo che una volta fratturò il mondo, un uomo leggendario in cui deve essere necessariamente riposta la speranza di salvezza.

Già questa introduzione potrebbe attirare molti curiosi ad iniziare a leggere questa storia. Eppure, questa è solo una parte infinitesimale di tutto quello che riserva la bellissima Epopea de La Ruota del Tempo.

Nonostante La Ruota del Tempo sia un romanzo fantasy, non è certo la presenza di creature fantastiche o di scontri di Potere che la rendono attraente. Certo, questi elementi ci sono e non sono nemmeno pochi. Eppure, quello che rende questo romanzo speciale è la straordinaria caratterizzazione dei personaggi. Ognuno di noi potrebbe tranquillamente immedesimarsi in un Rand, un Mat o un Perrin, oppure in una Egwene, in una Nynaeve o in una Elayne (almeno in una parte dei loro caratteri). E ovviamente in tutte le decine (se non centinaia!) di personaggi che compaiono nell’opera. I personaggi sono talmente veri e reali (o quanto meno verosimili e realistici) che ci si dimentica presto di essere immersi in un mondo di pura fantasia, e ben presto si arriva a pensare a tutti loro come se fossero persone realmente esistenti, cari conoscenti per cui ci angosciamo e con cui gioiamo leggendo le loro vicende.

Jordan è talmente bravo a caratterizzare i suoi personaggi che è sufficiente leggere alcuni atteggiamenti particolari per dedurre lo stato d’animo che caratterizza il personaggio in quel determinato momento. Esempio tipico è la treccia di Nynaeve che la ragazza è solita tirare ogni volta che è nervosa o che tenta di controllare la sua rabbia.


A questo, ci viene incontro anche il mondo creato da Jordan, un mondo per tanti aspetti molto simile (o comunque fortemente ispirato) al nostro mondo, dei tempi moderni o passati. Ogni nazione infatti trae ispirazione alla storia e alla politica che abbiamo vissuto o studiato.


Abbiamo il regno di Andor (e in particolare la capitale Caemlyn) palesemente ispirata all’Inghilterra Vittoriana. C’è poi Cahirien, che trae ispirazione dalla Francia del 1700, con particolare attenzione alla moda e alla vita di Palazzo tipica del Re Sole. Si passa poi a Illian, le cui architetture sono un chiaro richiamo all’architettura dell’antica Grecia. Per non dimenticare poi le nazioni delle Marche di Confine, i cui abitanti seguono per la maggior parte codici di onore e comportamento tipici del bushido e dell’Impero Giapponese. E come non citare l’Impero Seanchan, i cui richiami alla cultura imperiale cinese sono più che lampanti. L’elenco sarebbe ancora lungo, ma i lettori si divertiranno molto a cercare tutte le possibili assonanze con le nostre culture.

Discorso analogo lo si potrebbe fare per le organizzazioni di potere che governano il mondo conosciuto della Ruota del Tempo. Re e regine a parte, una menzione particolare va alla Torre Bianca, sede delle Aes Sedai e centro ufficiale di potere del mondo, la cui organizzazione ricorda molto fortemente una struttura monacale e le cui regole possono a tratti ricordare lo Stato Pontificio. I Manti Bianchi (pardon, Figli della Luce) un’organizzazione religioso-militare che ricorda fin troppo la Chiesa e l’Inquisizione ai tempi delle Crociate. Organizzazioni politiche democratiche o dispotiche, oligarchie o forti strutture popolari. Gli esempi anche qui sarebbero davvero tanti

Ad arricchire tutto questo non mancano incredibili Talenti che gli incanalatori di potere riescono ad usare a riscoprire, per ottenere gli effetti più disparati e spesso anche originali.

Per non parlare di popolazioni esotiche che compaiono nel corso della storia, e che la nostra “ignoranza” letteraria ci porta ad etichettare come selvaggi, sconosciuti o crudeli. In realtà proseguendo nella lettura scopriamo che è tutto frutto di culture, abitudini e usanze diverse, bizzarre ma “normali” se calate nel giusto contesto. La genialità di Jordan arriva addirittura ad inventare un senso dell’umorismo personalizzato per la popolazione Aiel, e figure politiche e di rilevanza per ognuna di esse.


Questi sono tanti spunti che potrebbero avvicinare un nuovo lettore alla saga, ma una cosa è certa: quando entrerete in questo mondo, non vorrete più uscirne, e divorerete le pagine per poter rispondere al morboso desiderio del sapere “cosa succede dopo"?
February 03, 2015 0 commenti Pubblicato da Webmaster Fanucci
Invia un commento

Please note: i commenti saranno pubblicati previa approvazione del nostro staff.


Quanto fa:
Risposta:*
Marchi editoriali